Il termine Scarlesche identifica la nuova tecnica di Patrizia Bottaz Civran che con la sua inventiva ha coniato un neologiscmo per rappresentare la sua fantasia creativa. Esso infatti deriva da " fare le Scarpe alle mosche" : da bambina infatti, notando la sua perizia, gli adulti dicevano: "sei così brava che potresti fare le scarpe alle mosche".
Ha attinto la sua ispirazione dall'arte biedermeier, alla quale nel tempo ha unito la sua personale esperienza artistica e la sua innata predisposizione a creare. I risultati sono stati così singolari e belli da originare l'arte, la tecnica e lo stile "Scarlesche".
La "chiave" della tecnica Scarlesche consiste nella formazione di un semplice anellino che permette di creare un motivo decorativo semplice o complesso, che può essere ulteriormente trasformato in infinite combinazioni ed innovazioni: è questa la funzionalità e l'originalità del metodo Scarlesche.
Tale metodo e stile, così vario, duttile e versatile, trova applicazione sui più svariati materiali come cere, cartoncini, seta, feltri, nastri, pizzi, uova, vetri, specchi, elementi naturali (legno, rami, radici, bacche, spezie, fiori secchi e pressati), divenendo a loro volta originali complementi di abbigliamento, arredo e bigiotteria. Il raffinato e particolareggiato risultato, che è presente anche nelle stampe di fiori pressati, evidenzia la caratteristica dello stile Scarlesche, inoltre, sia il singolo decoro o fiore che si modella, sia qualsiasi composizione o elaborato Scarlesche, non hanno rovescio, sono belli e possono essere ammirati da ogni angolazione.
Patrizia ha messo a punto la tecnica Scarlesche nel suo libro "Dallo stile Biedermeier all'Arte e Tecnica Scarlesche" ed. Athesia: è un concentrato della sua espressività creativa e dell'affascinante legame con la natura, che traspaiono anche dalla sua capacità descrittiva e poetica del mettere in prosa i momenti salienti che precedono una creazione.
Il marchio "Scarlesche" è stato registrato per tutelare la qualità dei progetti, eseguiti doverosamente con precisione e cura che sono le principali caratteristiche di questa nuova tecnica.
A
piccoli passi impariamo a fare le “scarpe alle mosche”, per l’appunto!
Innanzi tutto partiamo dalla base della tecnica:
1) come calcolare la misura del “filo”
2)
come “trattare” il
filo prima di iniziare il lavoro e durante l'esecuzione.
NB:per
“filo” si intende: filo di ottone, di rame, d’argento, ecc. che può
essere di diverse grossezze da.0,2 mm, 0,25 mm, 0,3 mm, 0,4 mm, 0,5 mm, ecc. a
seconda del lavoro da eseguire.
Esempio pratico:
Decoro o fiore da sei cappe o petali.
1) Misura del filo
5 cm per inizio lavoro
15 cm per l'esecuzione
Poiché
il singolo petalo o cappa è formato da 2 perline a bastoncino di 0,7 mm. di
lunghezza e un segmento di canottiglia da 2 cm. la lunghezza del filo sarà:
0.7 mm per due volte( perché il filo passa due volte all’interno della
singola perlina a bastoncino) + 2 cm di canottiglia .
In dettaglio : (0,7mm.x 2 = 1,4 cm) + 2 cm di canottiglia . totale 3,4 cm (per 1 petalo)
3,4 cm x 6 = 20,4 cm (per 6 petali )
5 cm (inizio lavoro)
15 cm (esecuzione lavoro)
NB.: queste due ultime misure sono fisse per qualsiasi lavoro.
Totale
misura filo: 40,4 cm
2)
Trattamento del filo.
Tagliare il filo con il tronchesino.
Prima cosa da fare è “lisciare” il filo almeno tre volte in modo continuo, tra bastoncino e pollice senza modificare il movimento della mano altrimenti il filo si arriccia.
Con le pinzette trattenere un’ estremità del filo e lisciarlo fino alla fine utilizzando l’apposito bastoncino ed il salva dito (vedi materiali).
Questa operazione, oltre a pulire e rendere liscio il filo, agevola il suo passaggio nelle perline e il lavoro risulterà più facile e bello.
Lisciafilo:
Per rendere liscio il filo, si può utilizzare l'anima della carta per stampante o fax che può essere di cartoncino o plastica oppure un bastoncino di legno tondo e liscio della misura minima di 15 cm di lunghezza; alla sua estremità va incollato un anello di nastro "grogren" (possibilmente di cotone).
Salvadito:
Sempre con il nastro di "grogren" preparare un rotolino di due giri, della misura del polpastrello del pollice della propria mano.
